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Fastro
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mwfaFastro è una mwfqfrazione divisa tra i mwfgcomuni italiani di mwfwArsiè, in mwgaprovincia di Belluno, e mwgqValbrenta, in mwggprovincia di Vicenza.

Contents

Storia
Note

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Geografia fisica e antropica

Sorge su una terrazza che sovrasta il versante est del mwhgCanale di Brenta, alla fine di un solco vallivo che si apre a ponente di Arsiè e aggira il col della Spina. È collegata al fondo del Canale dalla tortuosa strada nota come "Scale di mwhwPrimolano", dal nome della località sottostante.

A nordovest è dominata dal col dei Barc (1389 m) e a sud est dal col della Spina (785 m).

Il paese è costituito da diverse contrade. Le principali sono il Pusterno e il Solivo, toponimi che alludono alla loro diversa esposizione (l'uno, a nordest della chiesa, in posizione ombreggiata, l'altro, a nordovest, rivolto al sole)cite-ref-2[2]. Fastro Bassanese, a ovest, è l'unica a trovarsi in comune di Valbrenta.

Storia

Il nome del paese (in mwkalatino ecclesiastico mwkqFagastrum) è un fitomwkgtoponimo derivante da mwkwfagus "faggio"cite-ref-beltrame-3-0[3].

In un documento del mwmq1184 Gerardino da Casier affermava di tenere in feudo dall'mwmgabbazia di Santa Maria Assunta di mwmwMogliano Veneto anche la mwnavillam de Fanstro, forse identificabile con l'attuale Fastrocite-ref-4[4].

Nel maggio del mwog1848, nell'ambito della mwowprima guerra d'indipendenza, fu teatro di uno scontro tra un'avanguardia di soldati croati, che si era staccata dal grosso delle truppe austriache attestato a mwpaFeltre, e un gruppo di "crociati" bassanesi. Gli invasori vennero respinti, ma durante la battaglia venne incendiata la canonica con l'archivio parrocchiale. Questo evento spinse il generale mwpqGiovanni Durando ad ammassare i propri soldati a mwpgBassano del Grappa, convinto che l'esercito imperiale avrebbe invaso il Veneto attraverso il mwpwCanale del Brenta; gli Austriaci, invece, si mossero lungo il mwqaPiave, sfondando a mwqqCornudacite-ref-5[5]cite-ref-diocesi-6-0[6]cite-ref-7[7].

Monumenti e luoghi d'interesse

Parrocchiale di Sant'Antonio

In origine Fastro dipendeva dalla mwuqpieve di mwugArsiè ma, come documentato dalla visita pastorale del mwuwvescovo di Padova mwvaPietro Barozzi (mwvq1488), sin dai tempi più antichi i suoi abitanti frequentavano abitualmente l'oratorio di San Vito e Roveri. Gli stessi edificarono nel mwvg1730 la chiesa di Sant'Antonio e nel mwvw1747 ebbero la facoltà di farvi celebrare le messe festive (con l'esclusione delle solennità maggiori). Dal mwwa1748 ebbero un proprio curato, ma nello stesso anno il luogo sacro fu distrutto da una frana. Fu ricostruita in posizione più sicura recuperando il materiale della vecchia chiesa. Nel mwwq1770 questo nuovo edificio ebbe nuovamente il privilegio delle celebrazioni festive e nel mwwg1779 il vescovo mwwwNicolò Antonio Giustinian, avallando le richieste dei residenti, dichiarò Fastro parrocchiacite-ref-beltrame-3-1[3]cite-ref-diocesi-6-1[6].

L'edificio è stato più volte rinnovato anche nel periodo successivo: la mwzqvisita pastorale del mwzg1816 la diceva "nuovamente costruita" e subì danneggiamenti nel già citato attacco croato del mwzw1848; nel mwaa1920, dopo i gravi danneggiamenti della mwaqgrande guerra, fu nuovamente restaurata e ampliatacite-ref-diocesi-6-2[6].

Delle opere qui conservate, si cita una tela con mwbwSan Rocco che guarisce gli appestati di anonimo veneto (seconda metà dell'mwcaOttocento, controfacciata). Più recenti le statue della mwcqFede in pietra calcarea (mwcg1996, sulla facciata) e il mwcwCristo benedicente in legno (mwda1998)cite-ref-diocesi-6-3[6].

Emigrazione

Fastro, come molti altri paesi del Veneto, e del Feltrino in particolare, ha sempre contribuito molto a popolare le file dell'mwewemigrazione. Le motivazioni sono da ricercare principalmente nella scarsità delle risorse del territorio, non solo del paese ma anche del comune.

L'evento più significativo del fenomeno dell'emigrazione è quello legato all'emigrazione verso il mwfqBrasile. Nel mwfg1876 Don Munari partì con un gruppo di 11 famiglie del paese per andare verso il nuovo mondo. Oggi i discendenti di queste famiglie e di quelle che le seguirono sono decine di migliaia concentrate negli stati a sud del Brasile.

L'emigrazione è continuata anche negli anni seguenti verso le mete che di volta in volta erano disponibili (mwgaAustralia, mwgqNuova Zelanda, mwggBrasile, mwgwSvizzera, mwhaArgentina, mwhqStati Uniti d'America, mwhgCanada, mwhwFrancia, mwiaBelgio, mwiqTorino, mwigMilano,...).

Caratteristiche

Una delle caratteristiche di questo piccolo paese sono le case antiche che hanno una struttura particolare. Si tratta di costruzioni alte e strette fatte, per sfruttare la luce ed il calore del sole che altrimenti non riuscirebbe a riscaldare le stanze più lontane.
Ogni casa ha ampi poggioli in legno su cui venivano posti ad essiccare i prodotti della terra (mwjgmais, mwjwtabacco...).
Altro elemento caratteristico sono le fontane che oltre che per attingere l'acqua venivano usate per lavare.
Ogni contrada presenta uno o più capitelli che testimoniano la profonda fede religiosa degli abitanti.

Manifestazioni e feste

Ogni anno nell'ultima settimana di luglio viene svolto un torneo di calcio a 7 comprendente squadre provenienti da diversi luoghi anche fuori dal comune di mwlaArsiè; nella prima settimana di agosto c'è la festa clou del paese: il mwlqTorneo delle Contrade, che consiste in una serie di gare fra le contrade in diverse discipline tra cui Calcio a 7, mwlgBriscola, mwlwfreccette e Green Volley.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. In assenza di dati ufficiali precisi, si è fatto riferimento alla popolazione della parrocchia, reperibile nel mwngsito della CEI.
cite-note-22. mwogAndrea Zannini, Daniele Gazzi, mwowContadini, emigranti, "colonos". Tra le Prealpi venete e il Brasile meridionale: storia e demografia, 1780-1910, Vol. 1, Treviso, Fondazione Benetton, 2003, p.mwpa 28.
cite-note-beltrame-33. mwqwmwraGuido Beltrame, mwrqToponomastica della Diocesi di Padova, Padova, Libraria Padovana, 1992, p. 77.
cite-note-44. mwsgRoberta Fornasier, mwswLa comunità monastica di Santa Maria di Mogliano e la società signorile trevigiana dalle origini al primo Trecento, in Francesco Giovanni Trolese, Dino De Poli (a cura di), mwtaMogliano e il suo monastero: mille anni di storia. Atti del Convegno di studi Abbazia di Santa Maria di Mogliano Veneto (Treviso, 6-7 giugno 1997), Cesena, Centro Storico Benedettino Italiano, 2000, p.mwtq 26.
cite-note-55. mwuqAndrea Frediani, mwug101 battaglie che hanno fatto la storia d'Italia, Roma, Newton Compton, 2011.
cite-note-diocesi-66. mwxamwxqmwxgS. Antonio da Padova - Arsiè - Fastro, su mwxwparrocchiemap.it, Diocesi di Padova - Atlante delle parrocchie. mwyaURL consultato il 12 novembre 2017.
cite-note-77. mwzaRenato Camurri, mwzqMemoria, rappresentazioni e protagonisti del 1848 italiano, Caselle di Sommacampagna, Cierre, 2006, p.mwzg 405.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Fastro

Collegamenti esterni

• mw0wFastro: descrizione e principali caratteristiche, su dallagnol.org.
• mw1qAssociazione delle famiglie emigrate da Fastro, su dallagnol.org.
• mw1wMadonna della Salute, su dallagnol.org.
• mw2qFoto di eventi religiosi e non solo, su dallagnol.org. URL consultato il 27 gennaio 2006 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2006).
• mw2wUno strumento molto usato un tempo: la Musseta, su dallagnol.org.
• mw3qLibri che parlano di Fastro e dei suoi abitanti, su dallagnol.org.
• mw3witinerari cicloturistici fra Veneto e Trentino-Alto Adige, su 3vallinbici.net. URL consultato il 10 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2019).